Aperta la Cella nella quale San Francesco ha risorto il nipote

A cura di Fabio Gallo – Direttore Editoriale/

In occasione del VI Centenario dalla nascita di San Francesco da Paola si prospetta un’occasione storica per viaggiatori, turisti e pellegrini in visita alla Basilica Santuario di Paola.

sanfrancescodipaola-sanmichelearcangelo-il-quarto-venerdìL’Ordine dei Minimi, infatti, anche per l’occasione del Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, apre dal 21 Maggio al 6 Giugno, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, la celletta nella quale riposava San Francesco da Paola e nella quale il colosso di umiltà e carità, ha risorto da morte maturata ormai da tempo, suo nipote.

Quelle mura videro il miracolo più grande che Gesù operò con Lazzaro morto da diversi giorni, come testimoniano i Vangeli. A San Francesco, dunque, la SS. Trinità, ha conferito i suoi stessi poteri sulla vita e sulla morte.

Da questo e da altri aspetti estremamente miracolosi di San Francesco, comprendiamo bene che la Terra di Calabria e al lembo di terra sulla quale sorge la Città di Paola, è stato concesso l’onore di dare i natali ad un figlio prediletto del Creatore delle forze della natura ben riepilogate nel Cantico della Natura, da San Francesco di Assisi, dal quale il nostro Francesco da Paola prende il nome e l’amore per la CHARITAS di Dio Padre.

Ma San Francesco da Paola, non dimentichiamo, vive di profondo amore per la Madre di Gesù. E’ certamente Maria la grande mediatrice delle sue richieste presso Dio, per l’ottenimento di numerosissimi miracoli.

E anche la sua celletta – davvero minuscola – così come le note grotte scavate nei pressi dei suoi conventi perché potesse ritrovare in esse il silenzio di Dio, molto somigliano al Grembo di Maria Madre di Gesù di Nazareth. Proprio qui, in questi luoghi apparentemente angusti e impossibili a nessuno di noi se non per qualche istante, che San Francesco da Paola trascorreva settimane intere in preghiera, senza uscirne mai e senza mai nutrirsi.

E’ qui che chiedeva a Dio di portargli il volo delle rondini, il cielo azzurro, l’odore della sua terra, il suono dei ruscelli, il calore del fuoco, l’azzurro del suo mare. E’ qui che Francesco sin da bambino aveva imparato a parlare con Dio Padre e non uscirne fino a quando era certo di avere ottenuto ciò che chiedeva. Solo visitando la sua celletta e i luoghi angusti nei quali si costringeva, capiremo perché solo Dio poteva essere li con lui a rispondere alla sua incessante preghiera e concedergli ogni cosa purché ne uscisse.

Francesco ci dice con tali segni che rimangono a noi grazie all’amore dei Minimi per la sua Spiritualità, che niente c’è di più accogliente in questa società che il Ventre caldo di una Chiesa: che sia grande e decorata, piccola e sperduta, o del tutto una grotta scavata nel ventre di Madre Terra.

Visitare la Cella di San Francesco significa tante cose ma certamente entrare fisicamente nel luogo ove la richiesta di risurrezione del corpo morto di suo nipote, ha incontrato la potenza creatrice di Dio Padre assistita da Maria Madre, Figlia e Sposa del Creatore.

E il nipote di San Francesco (figlio della sorella Brigida) si svegliò dalla morte e spogliatosi degli abiti della morte, uscì dalla cella vestito con un semplice saio che indossò con coerenza fino alla seconda morte.

E pensare che la sorella di san Francesco non voleva assolutamente assecondare il desiderio di suo figlio di seguire il cammino di eremita di suo zio Francesco. Solo dopo la sua morte sopraggiunta per malattia la povera donna di pentì. E fu proprio tale pentimento che consentì a San Francesco di chiedere a sua sorella: se vostro figlio Nicola ritornasse in vita, gli dareste il consenso di farsi religioso? Evidentemente, fu proprio quell’esclamazione di vero pentimento “ho..volesse il Cielo!” pronunciato dalla sorella di San Francesco, che Dio Padre attendeva per dare al mondo quel segno tanto potente di amore, da valicare i secoli per essere ancora ricordato anche in queste righe.

VISITATE LA CELLETTA DI SAN FRANCESCO
Correte, amici cari, correte! Andate a visitare quella celletta, andate a vedere quanto amore, quanta Carità possiamo ancora trovare in noi. Questo, il miracolo che San Francesco da Paola farà ad ognuno di noi.

IL VIRTUAL TOUR DELLA CELLA DI SAN FRANCESCO DA PAOLA
Grazie alla disponibilità della Basilica santuario e dell’Ordine dei Minimi, nell’abito delle sue attività istituzionali nel settore della comunicazione della Bellezza del Sacro in Rete, la Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” ha provveduto a digitalizzare la Cella di San Francesco da Paola. Per motivi di rispetto della volontà dello stesso Ordine dei Minimi che ha reso disponibile la Cella perché fosse visitabile di persona, la Fondazione pubblicherà la visita virtuale solo allo scadere del periodo entro il quale sarà possibile visitarla di persona.

Immediatamente dopo, sarà pubblicata per offrire al mondo intero e a tutti coloro i quali non possono muoversi, agli ammalati, ai detenuti, a chi è lontano, la possibilità di ammirarla tramite internet.

Care sorelle e fratelli, Pace!

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